Data: 21 marzo – 23 maggio 2026
Luogo: Current Plans, Spring Workshop at 3F, Remex Centre, 42 Wong Chuk Hang Road, Wong Chuk Hang, Hong Kong
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Artisti: Tap Chan, Adele Dipasquale, Roberto Fassone, Adam Harrison, Ocean Leung, Simon Liu, Michela de Mattei, Sara Ravelli
Curato da Giulia Pollicita e Eunice Tsang
Imagine a Dead Blue Whale Inside the Pocket of a Giant (Immagina una balena blu morta nella tasca di un gigante) è una mostra collettiva che riunisce otto artisti con base tra Hong Kong e l’Italia. La mostra presenta opere appositamente commissionate insieme a lavori mai esposti prima, oltre a opere presentate per la prima volta in Asia nell’ambito di un contesto istituzionale.
Quando il discorso viene tradotto male, limitato o semplicemente fallisce, quali altri alfabeti rimangono? Tra l’Italia e Hong Kong—dove lingue, storie e sistemi di governo divergono—questa esposizione propone il gioco come un alfabeto condiviso e sovversivo.
Né innocente né banale, il gioco diventa un atto strategico. Gli artisti si rivolgono ai giochi, ai malfunzionamenti e alle regole improvvisate per articolare ciò che non può essere detto. Nei loro mondi, le regole prevalenti vengono sospese, i ruoli si dissolvono e le gerarchie vengono riconfigurate. Tra docilità e insubordinazione, il gioco emerge come un gesto magico: un agente sia del disordine sia del riordinamento.
Avvicinandosi alla nozione di gioco da diverse prospettive concettuali, discorsive e operative, la mostra mette in primo piano sia il potenziale emancipatorio sia le implicazioni politiche del giocare. Traccia punti di convergenza tra pratiche artistiche, poetiche e ludiche nella loro capacità condivisa di generare mondi alternativi. All’interno di questi mondi, le regole socio-culturali prevalenti sono temporaneamente sospese e sostituite da nuove; i ruoli e le gerarchie consolidate vengono dissolti e riconfigurati secondo logiche differenti. Questo stato costruito diventa uno spazio parallelo alla realtà—un luogo in cui nuove forme di libertà e di agenzia espressiva possono essere testate, negoziate e immaginate.
Il titolo è tratto da un’installazione poetica dell’artista Roberto Fassone, che rappresenta la creazione di mondi possibili attraverso il linguaggio e l’immaginazione—attivati tramite l’arte e sostenuti dalla complicità dello spettatore. Le opere esistono pienamente solo attraverso l’accettazione implicita di un contratto tra artista e pubblico.
Il titolo racchiude quindi una condizione di surrealtà immaginativa e paradossale—che può essere attivata solo tramite l’intervento poetico e il gesto artistico. Analogamente, la mostra cerca di interrogare in maniera critica i sistemi e le regole esistenti al fine di reimmaginare le strutture di potere.
L’evento fa parte del progetto di ricerca di Giulia Pollicita “Italy–Hong Kong Express”, che riceve il sostegno del programma Italian Council.